ZEE: I segreti dell’accordo con l’Italia – Dendias: Abbiamo allargato i confini – Newsbomb – Notizie

Il signor Dendias è stato allo studio SKAI, dove ha anche dichiarato che “ricominceremo a parlare con l’Albania”, ricordando che nel 2009 ci fu un accordo a Tirana. Allo stesso tempo, ha osservato che l’ambizione della Grecia è, nel quadro del diritto internazionale, di raggiungere un’intesa con tutti i suoi vicini, compresa la Turchia. “Lo faremo così”, ha sottolineato in modo caratteristico.

Rispondendo ad una domanda posta dai giornalisti, Dendias ha detto che il prossimo grande passo sarà il viaggio in Egitto il 18 giugno. Il viaggio è di particolare importanza in quanto la Grecia cerca di concludere un accordo simile a quello che ha con l’Italia per la ZEE e con l’Egitto.

Il ministro degli Esteri ha spiegato che “non bisogna essere troppo ottimisti” e che il problema degli egiziani non è solo quello di Kastellorizo. Ma ha aggiunto che “eviterebbero di calpestare un calo turco, diciamolo popolarmente”, ha aggiunto.

Il Ministro degli Affari Esteri ha espresso la speranza di trovare un terreno di dialogo con la Turchia. “La Turchia non collabora. Molti paesi vogliono che venga rispettata la legalità internazionale. Chiediamo legittimità e vogliamo difendere i nostri diritti. L’Aia potrebbe essere un’opzione condizionale“Il dibattito sulla questione di Cipro può svolgersi nel quadro del diritto internazionale, del diritto del mare, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, ha affermato Dendias, aggiungendo che “la differenza principale tra Grecia e Turchia è la piattaforma continentale.”


ZEE: Dopo l’Italia, l’Egitto – L’accordo storico e il giorno dopo

La Grecia, per la prima volta nella sua storia, dichiara una zona economica esclusiva, consolidando così la sua presenza nel Mediterraneo orientale e garantendo i suoi diritti sovrani. L’accordo con l’Italia è storico, ma il passo successivo, molto più difficile, riguarda la parte orientale della ZEE.

Nelle ultime tre settimane, il ministro degli Esteri Nikos Dendias e i suoi colleghi hanno lavorato intensamente e con dedizione per raggiungere un accordo tra Atene e Roma sulla delimitazione delle zone marittime. Finalmente ciò è stato ottenuto lunedì sera, quando il primo ministro Kyriakos Mitsotakis è stato informato.

Gli acquisti di martedì sono stati solo il culmine di una finale combattuta con gol “chiudere” i dossier pendenti nei confronti di Disma per concentrarsi ora su Anatolas e soprattutto in Egitto, con il quale siamo sulla strada giusta da anni, ma non li troviamo nella regione di Kastellorizos. Là, Il Cairo non vuole mettere la Turchia contro di lui e si accontenta della politica del “trovalo con Ankara e firmeremo”.

Allo stesso tempo, parlano fonti governative Newsbomb.grsottolineando ciò invia un forte messaggio di determinazione ad Ankara “La Grecia ha un trittico su cui opera: abbiamo il diritto internazionale dalla nostra parte, i nostri alleati dalla nostra parte e il potere di fare tutto il necessario per difendere i nostri diritti sovrani”.

Cosa c’è nell’accordo?

Secondo fonti governative, l’accordo firmato comprende i seguenti elementi:

-L’accordo è stato certamente concluso sulla base dell’UNCLOS (delimitazione delle zone marittime sulla base di accordi bilaterali).

-L’accordo ciò conferma il diritto delle isole alle zone marittime, nonché la linea mediana dell’accordo del 1977 sulla delimitazione della piattaforma continentale tra Grecia e Italia come linea di confine della ZEE di Grecia e Italia. Con l’accordo odierno tale linea mediana si applicherà anche alle acque sovrastanti della piattaforma continentale.

– E’ stato firmato oggi nonché la Dichiarazione congiunta Grecia-Italia sulle risorse del Mediterraneo. Attraverso questa dichiarazione, i due Stati esprimono il loro impegno per una gestione equilibrata e sostenibile di queste risorse e concordano di effettuare consultazioni per valutare l’eventuale impatto di vari fattori sulle pratiche esistenti dei pescatori dei due Stati. (Gestione sostenibile)

-Cartello, infine, una comunicazione congiunta alla Commissione Europea, con la quale i due Stati chiedono la futura modifica del regolamento sulla politica comune della pesca affinché, quando la Grecia deciderà di estendere la propria zona costiera fino a 12 miglia nautiche, l’attuale attività di pesca delle imbarcazioni italiane pescatori nella zona compresa tra le 6 e le 12 miglia nautiche, che oggi costituisce acque internazionali. In particolare viene sottolineata l’evidente importanza del riferimento contenuto nel parere comune al diritto di estensione su tutta la nostra zona di scandole.

– Diritti esistenti dei pescatori italiani sono descritti in modo chiaro, ma ora restrittivo, sia in termini di numero di pescherecci che di specie che possono catturare, escludendo le specie catturate dai pescatori greci.

Contatti critici in Egitto

Importanti per le prossime giornate della diplomazia greca saranno i contatti che il ministro degli Esteri avrà al Cairo per vedere in che misura sia possibile siglare un accordo anche lì. Per questa ragione Nikos Dendias si trasferisce al Cairo il 18 giugno in collaborazione con i livelli tecnici della Farnesina al fine di intensificare il negoziato con il governo egiziano.

Ciò che è positivo è che le discussioni “cammineranno” su una base già esistente stabilita sia dall’attuale governo che da quello precedente.

Un modo per superare i profondi disaccordi esistenti su questioni chiave è attraverso la demarcazione settoriale. Tuttavia Le opinioni divergono su questo punto. perché anche all’interno del governo lo scetticismo regna da a un tale sviluppo consoliderebbe la contestazione della Turchia sulla regione di Kastellorizos.

D’altra parte, però consoliderebbe i diritti della Grecia sul sud di Creta, in un ambito in cui la Turchia è pronta ad attivarsi svolgendo indagini. Un simile sviluppo renderebbe di fatto inutile il memorandum turco-libico.

Maximos Palace segue molto da vicino l’intero processo e non è escluso che si ritenga necessario che lo stesso presidente del Consiglio intervenga, come è avvenuto nel caso dell’Italia.

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Mariano Conti

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