Ondata di caldo: 5 film da vedere al cinema per divertirsi e stare al fresco

Mentre incombe una nuova ondata di caldo, non c’è niente di meglio che rifugiarsi nella stanza buia e climatizzata di un cinema. Azione, commedia, film biografico… Ecco 5 film da vedere per rinfrescarsi e divertirsi.

Il più divertente: “Irreducible”, di Jérôme Commandeur

Dopo “La mia famiglia ti adora già”, Jérôme Commandeur, che ha il triplo cappello di comico, attore e regista, firma un secondo film sarcastico, esotico e servito da una bella formazione di attori coinvolti. Premiato con il Gran Premio della 25a edizione del festival della commedia dell’Alpe d’Huez (Isère), “Irréductible”, segue le avventure di Vincent Peltier, accampato dallo stesso Jérôme Commandeur, un funzionario incoraggiato a dimettersi, ma che farà di tutto per mantenere il suo lavoro. Determinato a spingerlo a rinunciare, un ispettore decide quindi di trasferirlo nei posti peggiori della Francia e della fine del mondo, come la Groenlandia, per proteggere i ricercatori dagli attacchi degli orsi polari. Certamente era tentato di accettare l’assegno che gli era stato consegnato per partire, ma Christian Clavier, eccellente sindacalista di sinistra, era lì a chiamarlo all’ordine. Non devi arrenderti.

Nonostante un ritmo abbastanza irregolare e alcune scene prevedibili, questo remake del film italiano “Quo Vado?”, di Gennaro Nunziante, offre molte gag e battute. Questa commedia gioca con cliché e pregiudizi sul servizio civile, ma anche politici, attraverso questo ministro licenzioso incarnato da Gérard Darmon, carceri o anche famiglie moderne e miste. Ricorderemo anche la poetica e toccante dichiarazione d’amore di Gérard Depardieu, alla Francia, durante il telegiornale.

“Irriducibile”, Jérôme Commandeur (1h25).

Il più sgargiante: “Elvis”, di Baz Luhrmann

Il regista australiano Baz Luhrmann si è dato una grande sfida: riportare in vita l’icona del rock’n’roll Elvis Presley. E lo ha sollevato con “Elvis”, un film biografico mozzafiato che ripercorre la straordinaria traiettoria del cantante americano, scomparso all’età di 42 anni, nel 1977. Ed è stato ad Austin Butler che il regista ha affidato il pesante compito di incarnare il Re. Il giovane attore e cantante carismatico, che si sta preparando per il suo ruolo da 3 anni, sta irrompendo sullo schermo. Oltre alla sua esibizione vocale (le canzoni del periodo antecedente agli anni Sessanta sono interpretate dall’attore), ristabilisce la sua vulnerabilità e riproduce perfettamente i gesti, le espressioni facciali e l’ondeggiare provocatorio di Elvis, che spaventa i genitori e rende adolescenti isterico. Capelli pettinati all’indietro, eccelle sia nelle sequenze drammatiche che sul palco, di fronte a un pubblico in trance, indossando biancheria intima femminile in testa.

Dalla sua infanzia a Memphis, la città del blues e della musica gospel che ha acceso la sua vocazione, al suo status di star internazionale, alla sua morte prematura, questo film euforico segue Elvis per due decenni, attraverso il prisma di un altro uomo: il suo formidabile manager, il colonnello Parker, un ex showman in cerca di un nuovo showman. Nel corso del lungometraggio, incontriamo anche BB King (Kelvin Harrison Jr), con cui Elvis Presley ha stretto forti amicizie, o anche Little Richard (Alton Mason) e il suo “Tutti Frutti”. Da segnalare anche la cura delle scenografie, dell’allestimento e dei costumi. Usciamo da questo film con l’impressione di scendere da un brivido. Un grande spettacolo da non perdere.

“Elvis”, Baz Luhrmann (2h40).

Il più simpatico: “Minions 2: Once Upon a Time Gru”, di Kyle Balda

Kevin, Stuart e Bob sono tornati sette anni dopo l’uscita del primo gioco. In “The Minions 2: Once Upon a Time Gru”, diretto da Kyle Balda, la trama è ambientata negli anni ’70, il periodo Flower Power durante il quale il giovane Gru, che trascorre le sue giornate nella sua cantina circondato dalle sue piccole creature gialle con occhi grandi e accattivanti, cercherà di integrare una famosa banda di fuorilegge di cui è un fan. Un posto è diventato disponibile nel gruppo e Gru, alias mini-boss, deve superare un’audizione presso la sede dei Vicious 6, ora guidati dalla carismatica Belle, ma fallisce. Tuttavia, non ha detto la sua ultima parola. Per dimostrare loro che è all’altezza, decide di rubare il loro bene più prezioso, la potente pietra dello zodiaco, e suo malgrado diventa un loro nemico. Fortunatamente, l’adolescente, doppiato in VF da Gad Elmaleh, può contare sui suoi fedeli tirapiedi, che sono diventati esperti di kung-fu. Questa delirante seconda parte offre molte scene d’azione punteggiate da gag, alcune più divertenti e di successo di altre, e dà l’opportunità di sapere come e grazie a chi Gru, cresciuto da solo da una madre single, è diventato il super-cattivo dal cuore tenero che conosciamo . Con grande gioia dei fan del franchise, presenta anche Otto, un nuovo servitore giallo banana con bretelle sportive, molto loquace e che lotta per adattarsi. Dal lato del doppiaggio, le voci francesi di Gad Elmaleh, Claudia Tagbo o persino Gérard I Dramon sono perfettamente adatti a ciascuno dei personaggi.

“Minions 2: C’era una volta Gru”, Kyle Balda, (1h28).

Il più musicale: “Ennio”, di Giuseppe Tornatore

Diretto dal regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, che ha lavorato per più di venticinque anni con l’amico Ennio Morricone, “Ennio” ripercorre l’itinerario di questo immenso musicista del XX secolo, scomparso all’età di 91 anni. a (ri)scoprirlo attraverso numerose testimonianze di musicisti, attori e registi, come Clint Eastwood, Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Dario Argento, Luca Verdone, Barry Levinson, Oliver Stone, o Quentin Tarantino, solo per citare alcuni. Ma ricorderemo soprattutto le parole dello stesso Maestro, che ovviamente torna alla collaborazione con Sergio Leone, dal film “Il buono, il brutto e il cattivo” (1966) a “C’era una volta il West (1868) ) e la sua inquietante melodia armonica, o anche con Elio Petri, Valerio Zurlini e i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, di cui si parla meno.

Ci piace molto vedere gli estratti del film punteggiati dalle sue iconiche colonne sonore e le immagini d’archivio, in particolare quelle di sua moglie e musa Maria Travia. Momenti forti e preziosi sono anche le sequenze che mostrano Ennio che batte il tempo e canticchia una melodia a cappella, rannicchiato nella sua poltrona. Dal conservatorio di musica all’Oscar come miglior compositore, Giuseppe Tornatore rende omaggio e giustizia a questo mostro sacro della musica, autore di oltre 500 colonne sonore.

“Ennio”, di Giuseppe Tornatore (2h40).

Il più epico: “Thor: Love and Thunder”, di Taika Waititi

Cinque anni dopo aver diretto “Thor Ragnarok”, Taika Waititi torna al timone, come sceneggiatore e regista, di “Thor: Love and Thunder”. Basato su un cast di 5 stelle che magnifica un universo oscuro, il suo lavoro di successo combina umorismo, colpi di scena, adrenalina e forti scene d’azione. Taika Waititi rimane fedele ai fondamenti della serie usando maliziosamente un umorismo che delizierà tutti i membri della famiglia. Nonostante mondi molto distinti, tutti i personaggi aggiungono valore alla storia. Un vero segno distintivo del blockbuster hollywoodiano, le molteplici scene di combattimento sono varie e impressionanti, rendendo possibile evidenziare un universo grandioso. Molto luminoso nella realizzazione, come per rendere omaggio al dio del Tuono, questo film è anche un ottimo posto per il romanticismo.

Al di là della straordinaria e sempre piacevole apparizione dei Guardiani della Galassia, “Thor: Love and Thunder” dà il posto d’onore a due nuovi personaggi e riporta la dottoressa Jane Foster in primo piano. Nel ruolo del cattivo, Christian Bale offre una straordinaria performance travestito da Gorr, il macellaio degli dei. Irriconoscibile, quest’ultimo conferisce una dimensione orribile al suo personaggio torturato in cerca di vendetta. Il lato molto oscuro del macellaio degli dei contrasta perfettamente con l’universo ultra brillante del film. Assente dal terzo capitolo della saga di “Thor”, Natalie Portman ritorna nei panni di una Jane Foster commovente e resiliente nonostante una malattia. Capace di diventare Mighty Thor e brandire il famoso martello Mjöllnir, il suo personaggio dalle due sfaccettature permette di contemplare la tavolozza tecnica del suo gioco.

“Thor: Love and Thunder”, di Taika Waititi (2h13).

Ulisse Esposito

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